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La Costa dei Trabocchi
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08-Set-2006 Alcune fasi
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I materiali.
Inizialmente il legname impiegato proveniva dalle immediate vicinanze
oppure era di recupero. Allo scopo di approfondire le conoscenze sul tipo
di legname utilizzato, impossibili da realizzare con una indagine
macroscopica per il degrado del materiale, è stato condotto uno studio
xilotomico in particolare su elementi raggiungibili di alcuni trabocchi.
Ne è risultato che frequente era l’uso di essenze idonee alla paleria come
castagno, oltre a pino e abete rosso, olmo e robinia; mentre le corde
erano in canapa. Successivamente è prevalso l’uso di grossa paleria anche
di recupero, vecchi pali di fondazione, pali per linee telefoniche e
telegrafiche, stabilizzati da fili di ferro. Spesso alcuni sono stati
costruiti recuperando materiali da altri trabocchi, che per le modifiche
apportate dal mare alla linea di costa, necessitavano di essere spostati. |
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Il termine.
Con accezioni variabili a seconda delle aree geografiche in cui la
macchina è insediata, (Travocche, Trabucche, Traboucche, Trabbauche), è
una definizione italianizzata prettamente dialettale, forse derivante dal
latino «Trabs» (cfr. legno, albero, casa). Risalenti al XVIII-XIX sec.,
originario, secondo alcuni, dalla pesca con la nassa, uno strumento che
solleva e abbassa un meccanismo composto da due antenne divergenti
posizionate a prua di una imbarcazione per la pesca di cefali. Secondo
altre fonti, essendo i trabocchi concentrati in zone dove si svolgevano
prevalentemente attività commerciali e cantieristiche, erano costruiti ed
usati da contadini e massari per la pesca di sussistenza e non per quella
di profitto come avveniva invece nel ravennate (Emilia Romagna).
Fasi costruttive
Anzitutto si procedeva alla scelta del luogo a seconda del percorso del
pesce e quindi delle correnti. Non di rado questa operazione prevedeva più
prove incluso lo smontaggio-rimontaggio di tutta l’opera. In base alla
loro posizione i trabocchi si distinguono in due tipi: di Maestro se volge
verso ovest, cioè se pesca con il lato della rete appoggiato al fondo del
mare nella parte ovest e di Levante se volge verso est. Le parti
strutturali che compongono i trabocchi sono la passerella, la piattaforma,
l’argano, la cabina e i pennoni. La passerella, la cui lunghezza e forma
variano a seconda della morfologia del luogo in cui gli impianti vengono
installati e dalla loro distanza dalla costa, collega la piattaforma con
la terraferma; è retta da un portale di sostegno in legno ed è supportata
da un sistema di pilastri o pali in ferro (putrelle o binari di recupero)
fissati nella roccia cui vengono agganciati elementi in legno. La
piattaforma o palchetto, possiede di solito un impalcato rettangolare di
tavole di legno in media di 40 mq., retto da 4-6 pilastri verticali; su di
essa si trovano l’argano che consta di due pali in legno incrociati ad un
metro circa da terra che comandano la rete durante la pesca; e infine la
cabina, un piccolo vano con tetto ad una o due falde, raramente dotato di
elementi di arredo e a volte usato anche per l’allevamento. La piattaforma
è dotata anche di parapetto che la chiude su tre lati. I pennoni si
distinguono in antenne e antennine. Le prime sono due pali leggeri in
abete che, grazie a carrucole poste sulle estremità, permettono il
movimento delle corde di Vendle che sostengono gli angoli superiori della
rete.
Le antennine sono invece legate con fil di ferro ai montanti e sostengono
tramite carrucole gli estremi inferiori della rete. Questa, in cotone o
nylon tinteggiata di un colore scuro, ha quattro lati. I tiranti
sorreggono i pennoni tramite ganci e confluiscono in un unico punto di
forza detto condittone, un palo molto resistente fissato negli scogli, non
troppo distante dalla piattaforma. Freni da mare che servono a permettere
la pesca anche in presenza di corrente marina e pali lignei orizzontali ed
obliqui con funzione di controvento completano la struttura. Il trabocco è
una architettura di utilità, creata con lo scopo di essere usata. Pur
trattandosi di un insieme rudimentale di pali di legno collegati da
tiranti, è indice di grande ingegno in quanto nel sistema prevalgono le
leggi statiche e dinamiche della fisica . Dal punto di vista strutturale i
trabocchi sono suddivisibili in due categorie: nella prima rientrano
quelli abruzzesi o molisani che, collocati in parte o totalmente in acqua,
hanno elementi puntiformi verticali fissati (incastro) nella roccia o
appoggiati sulla sabbia (cerniera). Nella seconda quelli garganici i cui
gli elementi verticali sono tutti vincolati con incastro alla roccia. I
trabocchi, a partire dall’immediato dopo guerra, hanno subìto un
progressivo abbandono dovuto al disuso delle strutture e una conseguente
perdita di conoscenze di manutenzione. Eventuali interventi di
manutenzione o di restauro su queste strutture sono alquanto complicati
perchè devono tenere in considerazione la singolarità e la specificità di
un siffatto impianto. |
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