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09 Set 2010  09:28  

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La Costa dei Trabocchi

Trabocchi Teatini

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   08-Set-2006  Stampa solo questa pagina  Mostra la mappa

Alcune fasi


I materiali. 
Inizialmente il legname impiegato proveniva dalle immediate vicinanze oppure era di recupero.
Allo scopo di approfondire le conoscenze sul tipo di legname utilizzato, impossibili da realizzare con una indagine macroscopica per il degrado del materiale, è stato condotto uno studio xilotomico in particolare su elementi raggiungibili di alcuni trabocchi.
Ne è risultato che frequente era l’uso di essenze idonee alla paleria come castagno, oltre a pino e abete rosso, olmo e robinia; mentre le corde erano in canapa.
Successivamente è prevalso l’uso di grossa paleria anche di recupero, vecchi pali di fondazione, pali per linee telefoniche e telegrafiche, stabilizzati da fili di ferro. Spesso alcuni sono stati costruiti recuperando materiali da altri trabocchi, che per le modifiche apportate dal mare alla linea di costa, necessitavano di essere spostati.

Il termine.
Con accezioni variabili a seconda delle aree geografiche in cui la macchina è insediata, (Travocche, Trabucche, Traboucche, Trabbauche), è una definizione italianizzata prettamente dialettale, forse derivante dal latino «Trabs» (cfr. legno, albero, casa). Risalenti al XVIII-XIX sec., originario, secondo alcuni, dalla pesca con la nassa, uno strumento che solleva e abbassa un meccanismo composto da due antenne divergenti posizionate a prua di una imbarcazione per la pesca di cefali.
Secondo altre fonti, essendo i trabocchi concentrati in zone dove si svolgevano prevalentemente attività commerciali e cantieristiche, erano costruiti ed usati da contadini e massari per la pesca di sussistenza e non per quella di profitto come avveniva invece nel ravennate (Emilia Romagna).

Fasi costruttive
Anzitutto si procedeva alla scelta del luogo a seconda del percorso del pesce e quindi delle correnti. Non di rado questa operazione prevedeva più prove incluso lo smontaggio-rimontaggio di tutta l’opera. In base alla loro posizione i trabocchi si distinguono in due tipi: di Maestro se volge verso ovest, cioè se pesca con il lato della rete appoggiato al fondo del mare nella parte ovest e di Levante se volge verso est. Le parti strutturali che compongono i trabocchi sono la passerella, la piattaforma, l’argano, la cabina e i pennoni.
La passerella, la cui lunghezza e forma variano a seconda della morfologia del luogo in cui gli impianti vengono installati e dalla loro distanza dalla costa, collega la piattaforma con la terraferma; è retta da un portale di sostegno in legno ed è supportata da un sistema di pilastri o pali in ferro (putrelle o binari di recupero) fissati nella roccia cui vengono agganciati elementi in legno.
La piattaforma o palchetto, possiede di solito un impalcato rettangolare di tavole di legno in media di 40 mq., retto da 4-6 pilastri verticali; su di essa si trovano l’argano che consta di due pali in legno incrociati ad un metro circa da terra che comandano la rete durante la pesca; e infine la cabina, un piccolo vano con tetto ad una o due falde, raramente dotato di elementi di arredo e a volte usato anche per l’allevamento.
La piattaforma è dotata anche di parapetto che la chiude su tre lati. I pennoni si distinguono in antenne e antennine. Le prime sono due pali leggeri in abete che, grazie a carrucole poste sulle estremità, permettono il movimento delle corde di Vendle che sostengono gli angoli superiori della rete.

Le antennine sono invece legate con fil di ferro ai montanti e sostengono tramite carrucole gli estremi inferiori della rete. Questa, in cotone o nylon tinteggiata di un colore scuro, ha quattro lati. I tiranti sorreggono i pennoni tramite ganci e confluiscono in un unico punto di forza detto condittone, un palo molto resistente fissato negli scogli, non troppo distante dalla piattaforma. Freni da mare che servono a permettere la pesca anche in presenza di corrente marina e pali lignei orizzontali ed obliqui con funzione di controvento completano la struttura. Il trabocco è una architettura di utilità, creata con lo scopo di essere usata.
Pur trattandosi di un insieme rudimentale di pali di legno collegati da tiranti, è indice di grande ingegno in quanto nel sistema prevalgono le leggi statiche e dinamiche della fisica . Dal punto di vista strutturale i trabocchi sono suddivisibili in due categorie: nella prima rientrano quelli abruzzesi o molisani che, collocati in parte o totalmente in acqua, hanno elementi puntiformi verticali fissati (incastro) nella roccia o appoggiati sulla sabbia (cerniera). Nella seconda quelli garganici i cui gli elementi verticali sono tutti vincolati con incastro alla roccia.
I trabocchi, a partire dall’immediato dopo guerra, hanno subìto un progressivo abbandono dovuto al disuso delle strutture e una conseguente perdita di conoscenze di manutenzione. Eventuali interventi di manutenzione o di restauro su queste strutture sono alquanto complicati perchè devono tenere in considerazione la singolarità e la specificità di un siffatto impianto.

 

Anteprima fotografica

August 27 2008 10:00:17.

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Album: Foto della Costa 2003-2007

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