Nel corso del primo conflitto mondiale, anche se il fronte era lontano dal nostro territorio più di mille chilometri, Ortona. almeno in due occasioni, venne a trovarsi in « prima linea ». Infatti la mattina del 23 luglio del 1915, un incrociatore e quattro cacciatorpediniere austriaci bombardarono gli impianti ferroviari e le fornaci di laterizi a San Vito ed Ortona, nonché alcuni tratti della ferrovia litoranea. Il pronto intervento di un treno blindato mise in fuga le navi austriache. Alcuni mesi più tardi, il 3 febbraio del 1916, un incrociatore e quattro cacciatorpediniere bombardarono per circa due ore la stazione e gli impianti ferroviari.
Il giornale locale. « La Fiaccola del 17 febbraio successivo, così raccontava il bombardamento: « La mattina del 3 febbraio. mentre l'alba diradava i vapori che nascondevano il mare, quattro cacciatorpediniere austriache: un tipo " Mognet", un'altra di tipo " Hfzoar ", e le altre due di tipo nuovo, ed un incrociatore, tipo "San Giorgio " comparivano nelle acque di San Vito. Le piccole navi solcavano l'acqua come anatrelle aggirandosi d'intorno alla grossa nave la quale si fermò, e iniziò i tiri contro la Stazione di San Vite e le sventurate fornaci. La cittadinanza ammirava lo spettacolo ai parapetti dell'arce finché non piacque al naviglio cosiddetto sottile drizzare le prore verso Ortona. Quando giunsero, videro, ispezionarono, fecero segnalazioni luminose coll'incrociatore dai tre fumaioli colossali, quale alfine lasciò San Vito con soddisfazione e corse a fender le acque del nostro golfo. Mezz'ora di trepida attesa... La popolazione, ch'era stata avvertita da squilli di trombe del vigile presidio militare, fu vinta dalla curiosità e si riversò tutta sugli spalti dell'orientale ad ammirare le manovre preliminari. Quando la prima cannonata dell'incrociatore mandò un lampo di fuoco, s'iniziò la magnifica suonata infernale che faceva tremare i vetri ed anche qualche pavida donnetta. Questa volta i colpi furono minori, ma il calibro dei proiettili maggiore di molto. Naturalmente i proiettili colpirono arrecando danni relativamente, la passerella della Sangritana. Qualche vagone fu danneggiato, bruciò zolfo, e i raperonzoli delle campagne vicine perdevano il verde primaverile a contatto dei vapori solforosi (...), le navi, partirono e si avviarono verso i ponti sul l'Arielli e sgretolarono tanto quello provinciale che quello ferroviario, ritardando solo di poche ore il passaggio dei treni. A questo proposito bisogna ben ricordare che l'amministrazione e il personale ferroviario fanno, in simili occasioni, miracoli (...). Una viva lode al personale della marina il quale è vigile sentinella per il pronto allarme, e lode al presidio e specie al comandante De Sanctis ed al tenente Salvatore i quali ebbero sangue freddo e sagacia. Le autorità, la cittadinanza furono a posto con ordine e calma (...) efficaci tiri delle nostre artigliere di marina, hanno controbattuto i colpi delle navi nemiche. E' così finita la seconda incursione senza incidenti di sangue. Ora siamo qui ad attendere altre visite. Ringraziamo intanto tutti gli amici che ci hanno chiesto notizie dopo li bombardamento, credendo secondo le voci tendenziose, che Ortona fosse ... rasa come i peli di una barba, e che anche la Fiaccola fosse stata finalmente estinta » (23).
Nello stesso articolo, vengono poi riportate due lettere sull’ argomento: la prima di Grilli Giuseppe Di Giorgio: « Oggi ho appreso la nuova barbarie compiuta dalla squadra Austro-Ungarica, e ho saputo con piacere e con orgoglio della dignitosa tranquillità dei nostri cittadini. Alle provocazioni austriache risponderemo noi, marinai d'Italia, e lasceremo poi ai posteri giudicare fra le azioni nostre e quelle dell'I.R. Marina Austriaca. Giunga in quest'ora ad Ortona, il saluto dei suoi figli che combattono. o aspettano di combattere per la grandezza della gran Madre comune e il pensiero di chi si sente fiero di essere ortonese >>.
La seconda di Alberto Napoleone: « Egregio Don Vincenzo. beato lei che è stato, ancora una volta, svegliato dalla brusca carezza di schioppettate nemiche. Son sicuro che le sue labbra hanno beffeggiato le cinque degne molecole dell'Imperatore degli impiccati che va escogitando ogni mezzo basso per accrescere di allori la sua traballante corona che si rivela sempre più in intimità con quella di Attila. Nei sangue regna e nel sangue, speriamo, affoghi e sia sangue suo. Stia bene >>.
(23)Gli spazi In bianco mancano perché censurati dalle Autorita' militari del tempo.